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dott. Francesco Starita - Studio Starita
   

L'elettromiografia è un esame, in molti casi indispensabile, per confermare una diagnosi o dirimere un dubbio diagnostico in molte patologie neurologiche e dell'apparato locomotore.

Quando l'indagine clinica e la Risonanza Magnetica Nucleare non sono in grado di indicarci esattamente la radice sofferente, perchè per esempio vi sono più protrusioni o ernie discali, o magari sono presenti contemporaneamente un esito cicatriziale (FBSS) e un'ernia, l'elettromiografia può risolvere il dubbio e indicare la sede elettiva dove effettuare una infiltrazione peridurale, un trattamento di Ozonoterapia o una peridurolisi.

 

 

Con questa metodica si esplora l'unità motoria, costituita dal corpo cellulare del motoneurone, sito nelle corna anteriori del midollo spinale, dall'assone motore che da esso origina e dall'insieme di tutte le fibre muscolari che esso innerva.

Nel suo decorso l'assone, dopo essere passato attraverso le radici anteriori ed eventualmente i plessi nervosi, costituisce con altre fibre il nervo, mediante il quale arriva al muscolo, dove si sfiocca in tantissimi piccoli fili terminali, ognuno dei quali raggiunge una propria fibra muscolare.

Il contatto fra il filo terminale del nervo e il muscolo si chiama placca motrice: la connessione, che avviene per contiguità e non per continuità, implica la liberazione, da parte della fibra nervosa, di acetilcolina (ACH), che fa partire la contrazione muscolare. L'acetilcolina viene rapidamente inattivata dalla colinesterasi per permettere il fine controllo muscolare.

La registrazione che si ottiene mediante la stimolazione del ventre muscolare si chiama propriamente elettromiografia (EMG), mentre quella ottenuta mediante la stimolazione del nervo si chiama elettroneurografia (ENG).

Lo studio associato dell'EMG e dell'ENG è in grado di fornire preziose informazioni sulle radicolopatie e neuropatie.